Biografia

"La sofferenza è poca cosa di fronte al piacere di una vita dedicata all'arte:il privilegio concesso ai pochi fortunati che per dono - forse divino - possiedono un talento. Chi lo riceve, e as di averlo, ha il dovere di non sprecarlo. Di sopportare, in suo nome, ogni ristrettezza. I sacrifici affrontati con amore sono cosa ben lieta. Non pesano. Hanno il pregio della leggerezza."

Pasquale Verrusio

 

Pasquale Verrusio (Roma, 24 novembre 1935 – Torino di Sangro, 12 febbraio 2012).

Nasce da famiglia impiegatizia nel quartiere Garbatella a Roma nel 1935. Inizia a dipingere da autodidatta, sotto la suggestione dell’intimismo di Mafai. Nel 1957 conosce Guttuso. Entra come allievo nello studio del maestro, intanto studia disegno del nudo presso l’Accademia di Francia di Villa Medici a Roma. Nel 1960, quando aveva già esposto alla VII Quadriennale di Roma, con altri giovani pittori – Confetti, Ganna, Guccione, Guida, Quattrucci, Reggiani, Turchiaro – promuove il gruppo Libertà-Realtà con l’intento di restituire all’arte figurativa un ruolo di modernità in opposizione all’astrattismo imperante. Nel 1963, dopo aver vinto vari premi e una borsa di studio del Governo Francese, va a Parigi. Frequenta gli ambienti di La Ruche. Ha rapporti di affinità artistica con Biras, Arrojo, Tisserand e Aillaud. Segue un corso di incisione all’acqua-forte nel prestigioso Atelier de Hayter, fondato dal famoso incisore inglese trapiantato a Parigi. Alloggia nella Città Universitaria alla Maison d’Italie dove dispone di uno studio che gli consente di eseguire – sotto l’influsso neofigurativo di Bacon – una serie di tempere e disegni esposti poi, dopo il ritorno a Roma, in una mostra presentata da Giorgio Di Genova.

     In quegli anni, pur non facendo direttamente parte del gruppo Il Pro e il Contro (anche per via della sua andata a Parigi) ha rapporti culturali, artistici e di profonda amicizia con i suoi esponenti, in particolare con Vespignani, Attardi, Guccione, ma pure con Gianquinto e Calabria. A volte è presente alle riunioni del gruppo e interviene sulla situazione dell’arte italiana, sulla necessità di ricomporre i dissidi tra correnti diverse. Lavora per due anni alle copie di rilievi di pitture rupestri, che l’équipe dell’archeologo e paleontologo prof. Fabrizio Mori aveva compiuto nel Sahara libico per conto dell’Università di Roma. I pannelli vengono esposti alla Columbia University di New York e nelle maggiori Università statunitensi. Nel 1965 e 1967 partecipa a due edizioni del Salon de la jeune peinture a Parigi. Nel 1972 si trasferisce per un lungo periodo a Milano e lavora a contatto artistico e culturale con Ferroni e Perez.

Dalla metà degli anni Settanta, oltre allo studio di Piazza Dante a Roma, ha uno studio a Bomba, in Abruzzo, che gli consente, non solo la scoperta della potenza della natura e la pittura en plein air, ma di sviluppare il suo tema prediletto e originalissimo, quello dei sassi, iniziato a dipingere fin dal 1967 all’isola d’Elba. Il Comune di Bomba, per il centenario della morte e in occasione del Convegno Nazionale di Studi, gli commissiona il ritratto di Bertrando Spaventa, destinato a un edificio pubblico intitolato al filosofo. Nello stesso 1983, l’Istituto Italiano di Cultura  de Il Cairo gli dedica una personale. In quella città, durante il soggiorno di alcuni mesi, esegue una serie di acquerelli di soggetto egiziano-arabo che, insieme ai quadri a olio spediti da Roma, costituiscono il complesso di opere della mostra; sulla quale escono recensioni in arabo, francese e inglese. Nel 1986 tiene una mostra personale in Svezia all’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma su invito dell’ambasciatore S.E. On. Ciarrapico nell’ambito della Settimana della cultura italiana.

 Nel 1992 si trasferisce definitivamente in Abruzzo con la pittrice Éteras, divenuta sua compagna (che poi sposerà nel 2009). Insieme fondano nel 1994 il Centro Europeo d’Arte Le Morge, con finalità didattiche. Dipinge nei primi anni Novanta una serie di quadri sul Foro romano, le stratificazioni del tempo e la metafisica della storia. Nel 1998 il Comune di S. Salvo gli commissiona un polittico di grandi dimensioni, da collocare sulla parete della scalinata del Municipio. Il tema è quello della trasformazione di un territorio agricolo divenuto – sede della Società Italiana del Vetro – polo di sviluppo industriale di importanza europea. Nel 2000 l’Associazione Culturale Italiana del Colorado gli organizza una mostra insieme a Éteras nel Dipartimento d’Arte del Mesa State College (Art Center) nella città di Grand Junction. E, su proposta della direttrice dell’Accademia collegata a quella Università, tiene una serie di incontri su L’Affresco e la Pittura Italiana  con esercitazioni pratiche su questa tecnica. Dal 2005, insieme a Éteras, apre un atelier anche in Germania, a Stoccarda; chiuso dopo due anni per l’aggravarsi delle condizioni di salute e l’impossibilità di viaggiare. Ciò nonostante continua ancora a dipingere, quasi sino alla fine, quadri di sassi in cui le pietre o il dettaglio di una pietra divengono materia cosmica. Muore il 12 febbraio 2012 a Torino di Sangro nella sua casa–studio sul mare.

 

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